West Nile Virus, le misure di sicurezza toccano anche il Veneto: è la provincia di Padova la prima interessata

La tabella aggiornata del Cns

Le misure di sicurezza contro il West Nile Virus scattano anche in Veneto. È la provincia di Padova la prima del territorio interessata dalle disposizioni contenute nella circolare emanata dal Centro nazionale sangue.

Si tratta del terzo provvedimento in altrettanti giorni, dopo quelli che avevano riguardato, in ordine cronologico, Bologna, Ferrara, Modena, Reggio Emilia e Bergamo. Nel padovano è il comune di Selvazzano Dentro quello in cui è stata riscontrata la positività al virus in un pool di organi di un esemplare di passeriforme domestico. Le circolari dei territori sopra citati, invece, facevano riferimento a un pool di zanzare nel comune di Novi di Modena e nelle cosiddette “trappole parlanti” nelle restanti zone, così come a Chiari (in provincia di Brescia, già interessata dalle misure di sicurezza) che ha fatto scattare le misure anche per Bergamo.

Le trappole parlanti sono gli strumenti con cui l’ISS, attraverso l’Istituto Zooprofilattico, raccoglie le zanzare sul territorio nazionale per capire se sono infette o meno. Vengono chiamate così perché trovandosi in punti di confine permettono di comunicare a due territori l’eventuale presenza del virus.

Diventano così 15 le province interessate dal provvedimento, 7 in Lombardia, 6 in Emilia Romagna e una in Piemonte e Veneto. Anche qui si chiede l’applicazione, per i donatori che abbiano soggiornato anche solo per una notte nelle province interessate, di quanto disposto con il decreto ministeriale del 2 novembre 2015 “Disposizioni relative ai requisiti di qualità e sicurezza del sangue e degli emocomponenti”. Si raccomanda di effettuare il test NAT come alternativa al provvedimento di sospensione temporanea per 28 giorni degli stessi donatori.

Fonte: AVIS Nazionale