Sistema trasfusionale, i lavori del convegno di Verona (20 gennaio)

Tutta l’Italia trasfusionale è arrivata sabato 20 gennaio a Verona, al Palazzo della Gran Guardia, in un convegno organizzato dall’Avis regionale Veneto e dalle altre Avis regionali aderenti al consorzio Naip, proprio per fare il punto della situazione sul “sistema plasma” nazionale.

Un settore, quello dei medicinali plasmaderivati, sempre più attuale e soprattutto strategico, sia economicamente sia per la salute dei cittadini. Lo hanno sottolineato più relatori – come il direttore del Centro nazionale Sangue, Giancarlo Maria Liumbruno e Giorgio Brunello, presidente di Avis Veneto – affermando come nei prossimi dieci anni i medicinali salvavita derivati dal plasma umano saranno sempre più rari e preziosi, vista la domanda mondiale in netta e costante ascesa.

Se in molti Stati esteri, anche dell’Unione Europea, è permessa la donazione di plasma a pagamento, l’Italia ha sviluppato un sistema del tutto originale e unico, in cui il plasma e i medicinali derivati non sono in alcun modo fonte di lucro. Le regioni italiane riunite in quattro “consorzi” (Naip, Planet, Ripp e Accordo) inviano, infatti, il plasma dei propri donatori alla trasformazione in aziende farmaceutiche specializzate, ma in conto lavorazione. Sia la materia prima, sia i prodotti derivati restano sempre e in ogni caso – dalla vena del donatore a quella dell’ammalato – di “proprietà” del Servizio sanitario pubblico.

Si tratta di un metodo che salvaguarda la sicurezza trasfusionale e il dono etico dei donatori, oltre a garantire che in nessun modo il sangue e plasma donati possano essere mercificati.

L’Italia è su una buona strada per affrancarsi quasi del tutto dal mercato dei plasmaderivati, grazie soprattutto alla generosità di un milione e 700mila donatori volontari, non remunerati e periodici. Un sistema serio, infatti, si fonda non sull’improvvisazione e sull’emozione del momento, ma su una programmazione “solidale”.

Nel corso del convegno sono state messe a confronto le esperienze dei quattro accordi interregionali (con capofila Veneto, Emilia Romagna, Toscana e Lombardia) con una tavola rotonda alla quale hanno partecipato i rispettivi responsabili dei Centri regionali sangue e i rappresentanti associativi delle Regioni.

Con le nuove gare di assegnazione del conto lavorazione alle aziende farmaceutiche, i risparmi in termini economici per le regioni saranno molto consistenti (si parla di 8 milioni annui per grandi regioni come Emilia e Veneto), così come la disponibilità di nuovi prodotti plasmaderivati. Vitale sarà però organizzare un sistema di compensazione nazionale fra le quattro aggregazioni, per lo scambio etico a prezzi di costo dei vari prodotti.

Per quanto riguarda gli eventuali prodotti in surplus, particolare attenzione è stata dedicata ai progetti di cooperazione internazionale – in particolare nel campo dell’emofilia – verso Paesi in via di sviluppo dove nessun tipo di cura può essere attuato per i pazienti emofilici. Di questo ha parlato anche Luigi Ambroso, a nome della Federazione nazionale Associazioni Emofilici. A chiudere il convegno, che era stato aperto dall’intervento dell’Assessore alla Salute del Veneto, Luca Coletto, è stato il presidente nazionale dell’Avis Alberto Argentoni.

Di seguito il servizio che il TGr Rai del Veneto ha dedicato all’evento, con intervista al presidente Argentoni.

https://www.avis.it/wp-content/uploads/2018/01/Servizio-TGR-Veneto.mp4

Fonte: AVIS Nazionale