Promuovere la donazione degli organi, domenica la “Giornata del sì” di AIDO. Petrin: «Dare il consenso vuol dire salvare vite umane»

Sì. Una parola tanto piccola, quanto carica di un significato enorme. Un’affermazione, semplice, secca che, in molte occasioni, spalanca le porte verso prospettive straordinarie.

C’è chi al “sì” ha dedicato una data. Un momento di riflessione e di confronto affinché da questa piccola affermazione prenda vita un mare di solidarietà e impegno civile che, per tanti, può significare continuare a vivere. Domenica 27 settembre è in programma la “Giornata del sì”, l’iniziativa organizzata dall’AIDO (l’Associazione italiana per la donazione di organi, tessuti e cellule) per sensibilizzare e promuovere la cultura della donazione degli organi e ringraziare i volontari che, ogni giorno, cercano di diffondere sempre più l’importanza di questo gesto.

«La giornata di quest’anno la stiamo vivendo con sentimenti contrastanti – spiega la presidente di AIDO Nazionale, Flavia Petrin – perché per noi è sempre stato un momento diretto di incontro e scambio con le persone. Le disposizioni di sicurezza per contenere i contagi da Covid-19 ci hanno costretto a rimodulare gli eventi in chiave digitale. Tuttavia stiamo facendo il possibile per far sì che l’online ci consenta di raggiungere più persone possibili. Soprattutto i giovani».

La presidente di AIDO Nazionale, Flavia Petrin

Quello della donazione degli organi è un tema che continua a tenere banco. Persino Papa Francesco, nel corso di un incontro lo scorso aprile con i volontari dell’associazione, era intervenuto incoraggiando e ringraziando AIDO per il suo impegno e ribadendo come la donazione fosse la risposta a una necessità sociale di promozione della vita. «Oltre 8 milioni di persone nel nostro Paese si sono espresse sulla possibilità di donare gli organi – prosegue – e circa l’80% ha detto sì. Tuttavia rimane elevato il numero delle opposizioni che avvengono al momento del decesso. Questo perché, nella maggior parte dei casi, sono i familiari del paziente deceduto a doversi esprimere su questa scelta nel momento più drammatico: da sempre, infatti, promuoviamo la scelta consapevole in vita, così da far sì che la decisione sia della persona e questa responsabilità non debba ricadere su altri».

Affinché la cultura del dono entri sempre più nella vita delle persone, nella giornata di domenica saranno diverse le iniziative organizzate, in parte sul territorio rispettando le direttive anti contagio, in parte online. L’appuntamento clou è con il convegno nella chiesa di San Gottardo in Corte al Palazzo Reale, Grande Museo del Duomo di Milano, che, a partire dalle ore 15:00, potrà essere seguito attraverso la pagina Facebook e il canale YouTube di AIDO.

L’incontro verterà sul tema dell’emergenza etica e socio-sanitaria della donazione e del trapianto di organi, ma non solo. Rappresenterà anche l’occasione per la firma del protocollo di collaborazione tra AIDO e AMCI (Associazione medici cattolici italiani). Interverranno, insieme alla presidente Flavia Petrin: il responsabile del Servizio per la Pastorale della Salute dell’Arcidiocesi Ambrosiana, il Rettore dell’università degli Studi di Milano, il Direttore del Centro nazionale trapianti, il Coordinatore Regionale Trapianti Regione Lombardia, il Presidente della Società Italiana Bioetica dei Medici Cattolici, professori ed esponenti dell’etica cattolica e laica e delle tradizioni religiose, il presidente dell’Istituto italiano della donazione e la Veneranda Fabbrica del Duomo di Milano, che ospita l’evento. Modererà l’incontro Sergio Vesconi, responsabile scientifico di Fondazione Trapianti Onlus.

Ma c’è dell’altro. Su un minisitorealizzato appositamente per l’occasione, sarà possibile sostenere AIDO e richiedere l’Anthurium, il tradizionale fiore che l’associazione distribuisce nelle piazze in questi appuntamenti. Un Anthurium che quest’anno sarà in versione digitale e personalizzato, per noi o per le persone a cui vorremo fare questo dono solidale.

Un gesto, quello del dono, che inevitabilmente trova AVIS Nazionale al fianco di questa giornata: « È importante sapere che ci sono realtà che, come noi, lavorano per sensibilizzare la società alla solidarietà – conclude la presidente Petrin – per questo ho piacere di ricordare che anche se, per sopraggiunti limiti di età, non si può più donare il sangue, per gli organi questo problema non c’è. Non esistono età biologiche, soprattutto per reni e fegato. Ecco perché invito tutti a dire sì alla donazione e a dire sì alla possibilità di regalare una nuova speranza di vita a chi ne ha bisogno».

Fonte: AVIS Nazionale