Musica e poesia via Facebook: a Noci la quarantena 2.0 di Giulia Basile, professoressa in pensione

Una libreria piena di volumi. Un divano su cui, seduta, suona la sua chitarra. Gli occhiali tipici di una professoressa. Di fronte a lei lo sguardo della webcam che trasmette le immagini sulla sua pagina Facebook. Non è un’influencer, né una social media manager.

È un’insegnante in pensione che ha deciso di allietare queste giornate di permanenza forzata a casa leggendo favole e suonando. Si chiama Giulia Basile, vive a Noci, un comune della provincia di Bari di cui è stata anche sindaca, e attraverso il suo profilo sul più famoso dei social network, ha deciso di utilizzare questo tempo per inviare messaggi positivi e, perché no, anche culturalmente utili.

Giulia è mamma e nonna e le raccomandazioni dei figli a non uscire di casa l’hanno spinta a lanciare questa iniziativa: «Da ex professoressa di lettere, scrivere per me è sempre stato un piacere – racconta – soprattutto quando ho iniziato a mettere nero su bianco le favole che inventavo per i miei nipotini. Proprio loro me lo chiedevano e ho iniziato». Una donna piena di interessi e di sensibilità verso gli altri, affascinata dalla cultura e dalla conoscenza, come ogni persona dedita all’insegnamento che si rispetti: «Il mio sogno fin da giovane era quello di imparare a suonare uno strumento e, con l’apertura di una scuola di musica qui a Noci, ho avuto la possibilità di imparare a suonare la chitarra».

Dalle rime ai versi il passaggio è stato breve e così ora la sua pagina Facebook è ricca di video in cui recita poesie o pizzica le corde della chitarra, seduta, come dice in un video, “sul posto preferito di mio nipote, il tappeto”.

Giulia Basile, al centro della foto con la mascherina, in occasione di una raccolta sangue organizzata durante l’epidemia di coronavirus

La sensibilità verso gli altri, però, ha radici profonde. Il motto di Giulia è “la cultura è cambiamento”: detto fatto. Nel 1989 fonda, insieme a una trentina di persone, l’Avis Comunale di Noci: «Durante la mia carriera scolastica conobbi una coppia di genitori che aveva un figlio emofilico – spiega – Erano anni difficili in cui il sistema sangue non era così efficiente come oggi. Lì capii che era necessario agire concretamente per aiutare chi era più in difficoltà e aprimmo la sede».

Una sede che nel 2019 ha spento 30 candeline e con la quale Giulia, che ne è stata presidente fino alla sua elezione a sindaca di Noci nel 2000, ancora organizza giornate di raccolta nonostante il coronavirus.

La cultura è cambiamento, come dice lei.

Fonte: AVIS Nazionale