Mascherine e pacchi alimentari, l’impegno e la solidarietà delle Avis locali nel periodo dell’emergenza

C’è una macchina che, qualsiasi siano le condizioni della strada che sta percorrendo, non si ferma mai. Non rallenta, non subisce scossoni o, quantomeno, garantisce una prontezza di reazione tale da permettere al motore di continuare a girare. Si chiama solidarietà ed è quel principio che, da sempre, è alla base della scelta di migliaia di volontari. Anche, se non soprattutto, dei donatori.

Il periodo dell’emergenza dovuta al diffondersi del Covid-19, ha visto Avis, e gli oltre un milione e trecentomila donatori che ne fanno parte, mobilitarsi per sopperire alla carenza di sangue di inizio pandemia: una risposta straordinaria che ha permesso, in poco tempo, di ripristinare le scorte e garantire assistenza e cure salvavita a migliaia di pazienti. Tuttavia, la solidarietà dimostrata nel corso di queste ultime settimane ha riguardato anche altre iniziative promosse e condotte da tante delle sedi locali sparse sul territorio nazionale.

Mascherine, pacchi alimentari, dispositivi sanitari. Sono stati innumerevoli gli esempi di sostegno e vicinanza che gli avisini hanno dimostrato in questa fase. Come nel caso di Jesi, in provincia di Ancona, dove l’Avis Comunale, le scorse settimane, ha consegnato 50 mascherine all’associazione Adra (una delle principali agenzie del settore umanitario, diffusa ed attiva in più di 130 Paesi del mondo), non prima di averle garantite anche ai componenti di Croce Rossa e unità cinofile di soccorso a cui erano state rubate nei giorni precedenti. Sempre in provincia di Ancona, a Fabriano per la precisione, la Croce azzurra ha ricevuto un generatore portatile di ozono, necessario alla sanificazione di ambienti piccoli e medi: un ulteriore gesto che ha confermato lo spirito con cui la sede Comunale ha affrontato l’emergenza.

Sono state 400, invece, le mascherine certificate che, insieme a 550 camici idrorepellenti, l’Avis Comunale di Faenza, in provincia di Ravenna, ha donato al presidio ospedaliero cittadino per aiutare gli operatori sanitari nella fase più delicata della pandemia e lanciare un segnale forte di vicinanza e partecipazione all’intera comunità locale. Vicinanza e partecipazione che hanno spinto i nostri volontari di Castel San Pietro Terme a donare 500 mascherine all’amministrazione comunale per distribuirle ai cittadini del comune in provincia di Bologna. Sempre in Emilia Romagna, nella provincia di Forlì-Cesena, a Dovadola, i nostri volontari hanno donato 13 colonnine di gel igienizzante ai negozianti che hanno riaperto le loro attività dopo l’emergenza.

Monreal Soccorso e Euro 2001-Senza Confini sono i nomi di due associazioni di volontariato e soccorso che operano a San Gavino Monreale, nella provincia del Sud Sardegna. A loro, grazie alla mobilitazione dell’Avis comunale, sono giunti quattro nuovi saturimetri, necessari per monitorare il parametro di saturazione dell’ossigeno nel sangue, particolarmente importante per riscontrare i casi di positività da Covid-19 associato alla difficoltà respiratoria e alla febbre.

A Bibbiena, in provincia di Arezzo, il reparto di medicina trasfusionale dell’ospedale locale, grazie all’Avis comunale, ha ricevuto non solo mascherine, ma anche nuovi cordless, mentre invece a Carrara sono entrati in gioco i Giovani di Avis. Qui, muniti di tutti i dispositivi di sicurezza necessari, hanno avviato la consegna di salviette disinfettanti, con logo e contatti dell’associazione, a tutti i commercianti della zona. Un’iniziativa che, come ha raccontato Mattia, uno dei volontari, «ha raccolto una reazione molto bella da parte dei negozianti che hanno apprezzato il nostro regalo in un momento particolarmente difficile per tutti. Un piccolo gesto per lanciare un messaggio di speranza per la città».

Che le mascherine abbiano rappresentato un bene preziosissimo in questa fase lo hanno dimostrato anche le due donazioni avvenute in Abruzzo: la prima a Vasto, in provincia di Chieti, dove l’Avis comunale, insieme a quelle di San Salvo, Casalbordino e Pollutri, ne ha consegnate 1200 al centro trasfusionale cittadino. La seconda a Pescina, in provincia dell’Aquila, dove sono state 1000 ad andare a disposizione del presidio territoriale di assistenza grazie alla sede Avis locale.

Le manifestazioni di solidarietà e di coinvolgimento, tuttavia, non hanno riguardato solo le donazioni di dispositivi medici. Diversi sono stati i casi che hanno visto i nostri volontari realizzare dei veri e propri pacchi alimentari per le persone più in difficoltà. È successo a Nichelino, in provincia di Torino, dove l’Avis ha donato alla protezione civile locale oltre 400 chili di cibi da distribuire alle famiglie. Stessa cosa vicino a Rovigo, a Lendinara. Qui, dove ogni anno si ripete la tradizione nel periodo di Pasqua, l’iniziativa di consegnare quaranta pacchi di generi di prima necessità è stata rimodulata in conseguenza dell’emergenza.

Dopo i 150 della prima settimana di maggio, 40 sono stati i pacchi consegnati anche dall’Avis Comunale di Napoli domenica 13 per i nuclei familiari con maggiori difficoltà.

La macchina della solidarietà non solo non si è fermata, ma ha fatto un vero e proprio giro d’Italia.

Fonte: AVIS Nazionale