“La medicina di genere in ambito trasfusionale”, ad Arezzo una giornata dedicata alle donne

Una giornata dedicata alle donne e alla riflessione. Si intitola “La medicina di genere in ambito trasfusionale” ed è il convegno in programma ad Arezzo sabato 7 marzo. L’appuntamento, nato in collaborazione con l’ordine dei medici e a cui seguirà il tradizionale Forum Donne organizzato da Avis Toscana in sinergia con AVIS Nazionale, sarà ospitato nell’Auditorium Pieraccini dell’ospedale San Donato.

Il convegno, che rilascerà crediti ECM, si propone di presentare un quadro di alcune delle più rilevanti differenze di genere che si riscontrano nella pratica clinica. Una medicina sempre più personalizzata non può prescindere dalla conoscenza delle diversità di raccordo anamnestico, di manifestazione sintomatologica, di approccio diagnostico, di risposta alla terapia ed alla riabilitazione, che si evidenziano sempre più definite nei due generi.

Anche la medicina trasfusionale deve prendere atto e tenere conto delle variazioni e delle peculiarità specifiche non solo del paziente che riceve gli emocomponenti, ma anche del donatore, per tutti gli aspetti delle motivazioni al dono, della donazione personalizzata e per le eventuali reazioni avverse. Anche il forum del pomeriggio si concentrerà sul tema della salute di genere, con una tavola rotonda dedicata e con uno spettacolo teatrale e musicale di Daniela Morozzi e Stefano Cocco Cantini.

Giunto alla sua 15ª edizione, il Forum Donne ha toccato molti temi nel corso degli anni: dai tempi di conciliazione di vita e di lavoro all’integrazione di donne migranti, dal dialogo tra generazioni al rapporto tra i generi. Questa è la prima volta che il forum si lega a un evento specifico sulla medicina di genere.

Come ha spiegato il presidente di AVIS Nazionale, Gianpietro Briola, «il ruolo delle donne all’interno della nostra associazione e della società in generale è un qualcosa che va compreso e valorizzato, così come le fatiche quotidiane che devono gestire tra lavoro e famiglia. Le loro figure sono fondamentali per le capacità che hanno di essere più operative e abili nella risoluzione dei problemi. Anche in AVIS si avverte il loro impegno e la loro partecipazione come volontarie e coordinatrici, ecco perché l’appuntamento di Arezzo ha una duplice importanza. La mattina sarà il momento dello studio e dell’approfondimento di temi e iniziative che possano coinvolgere di più le donne, uniti al tipo di donazione a loro più adatto, come ad esempio la plasmaferesi, e alle patologie a cui sono maggiormente soggette. Nel pomeriggio, invece, verrà sottolineata l’importanza dell’integrazione femminile in una società e in un mondo in cui, ancora oggi, troppo spesso sono oggetto di atti di violenza che non dimostrano mai la forza di chi li compie, ma solo estrema debolezza».

«Un appuntamento di grande importanza – commenta il presidente di Avis Toscana, Adelmo Agnolucci – che unisce al tradizionale forum donne un momento formativo accreditato e ad ampio raggio sulla medicina di genere. Il contributo delle donne al sistema trasfusionale è fondamentale: in Toscana, solo per citare un dato, fra i giovanissimi donatori emerge la prevalenza della componente femminile con 4.075 ragazze a fronte di 3.922 ragazzi fra i 18 e i 25 anni. È fondamentale non solo in termini quantitativi, ma soprattuto per la qualità apportata al sistema in tutte le sue componenti».

Fonte: AVIS Nazionale