Decreto Rilancio, solo un milione in più per il Servizio Civile. Il presidente Briola: «Così si rischia di penalizzare l’intero Terzo Settore»

Il Decreto Rilancio è legge. Dopo l’approvazione alla Camera dello scorso 9 luglio, il testo ha incassato l’ok anche da parte del Senato. Una notizia che, seppur positiva sotto il profilo dei provvedimenti previsti in termini di riorganizzazione ospedaliera, “bonus” Covid e nuove norme sui precari, rischia di penalizzare e non poco il mondo del Terzo Settore. Nella fattispecie il Servizio Civile.

Ai 20 milioni di rifinanziamenti già previsti, infatti, l’approvazione di Palazzo Madama ha portato all’aggiunta di un altro solo: un totale di 21 che, dati alla mano relativi al mese di maggio, difficilmente potrà coprire i progetti programmati per 67.095 posti. E se il CNESC (la Conferenza Nazionale Enti per il Servizio Civile) aveva sottolineato come la somma fosse «ben lontana dai 300 milioni necessari per quel contingente annuo di almeno 50mila posizioni indicato dal ministro Spadafora», ora il quesito che ci si pone è cosa dire agli oltre 84mila giovani che avevano presentato domanda di partecipazione al Servizio Civile Universale nel 2019.

Il presidente di AVIS Nazionale, Gianpietro Briola, ha espresso la sua preoccupazione: «Il decreto così approvato rischia di colpire non solo il Servizio Civile, ma indirettamente anche l’intero Terzo Settore. Non prevedere coperture sufficienti per garantire il regolare svolgimento di tutte quelle attività a cui, ogni anno, migliaia di giovani decidono di aderire, significa compromettere quello spirito di solidarietà e di cittadinanza attiva che, da sempre, rappresenta la spina dorsale dell’essere volontari. I mesi della pandemia hanno dimostrato ancora una volta quanto l’impegno dei volontari sia strategico per la nostra società, in particolare per le realtà più fragili. Questa decisione rischia di macchiare il lavoro silenzioso, ma straordinario di migliaia di persone».

Fonte: AVIS Nazionale