Cibi che rigenerano il sangue (e fanno bene!)

Mangiare bene fa buon sangue? Perché no! Anche ciò che portiamo sulle nostre tavole può aiutarci a migliorare e favorire la produzione di globuli rossi e, nello stesso tempo, ottimizzare l’ossigenazione degli organi e dei tessuti.

Qual è la ricetta segreta? Certamente, mangiar bene per evitare di fare i conti con stanchezza, spossatezza e carenza di ferro o, nei casi più gravi, anemia.

Se si è donatori di sangue, poi, avere i giusti livelli di globuli rossi è indispensabile. Ecco, quindi, qualche valido consiglio.

La funzione dei globuli rossi

Comunemente chiamati globuli rossi, anche detti quindi eritrociti, sono cellule indispensabili per il nostro organismo, veri e propri mezzi di trasporto di ossigeno e anidride carbonica da eliminare.

Perché sono rossi? Il colore è determinato dalla presenza di emoglobina, una proteina particolarmente ricca di ferro. Il midollo osseo è deputato alla loro produzione.

Quando si parla di anemia?

Ahimè, l’anemia si manifesta quando si assiste a una scarsa produzione di globuli rossi o quando quest’ultimi sono poveri di emoglobina. Certamente, la dieta può contribuire a migliorare questo disturbo, apportando maggiori quantità di ferro.

Un uomo adulto dovrebbe assumere quotidianamente 8 mg di ferro; le donne con il ciclo mestruale 18 mg. La vitamina C, poi, è importante per accelerare l’assimilazione del ferro stesso. La dose consigliata è di 90 mg per gli uomini e di 75 mg per le donne. Attenzione, invece, a tè e caffè, che al contrario ne riducono l’assorbimento; ricordiamoci quindi di non assumerli troppo vicini al pasto!

Quali sono, dunque, i cibi che fanno buon sangue?

In questi casi, le care, vecchie (e salutari!) abitudini a tavola possono portare dei benefici. Lenticchie (e tutti i legumi), spinaci (con il succo di limone), bietole, prugne e uva passa, uova e carne rossa sono tra i cibi più ricchi di ferro.

Importante è che non manchino alimenti in grado di apportare il rame, sempre presente nell’emoglobina. Questo minerale lo si può trovare in: pollame, cereali, cioccolato, noci.

Cos’altro ricordare? L’acido folico (400 mcg per le donne e 600 mcg in caso di gravidanza). Si può pensare a integratori o scegliere di mangiare lattuga, fegato di pollo, spinaci e zucchine, barbabietole, asparagi e fagioli.

E la vitamina A?

Spesso sottovalutata, ha un ruolo chiave nello sviluppo delle cellule staminali nel midollo osseo, contribuendo così a una maggiore produzione di globuli rossi.

Dove si trova la vitamina A? Carote, peperoni, albicocche: insomma, i colori arancione e giallo possono essere dei buoni indicatori.

Stop a…

Abbandonare sigarette e alcolici è d’obbligo. Queste sostanze, infatti, non portano alcun beneficio al sangue (anzi!). I vasi sanguigni perdono elasticità, il sangue assume una consistenza più densa con una maggiore difficoltà a circolare.

Un’ultima curiosità…

Per i più temerari, le cipolle sono un vero e proprio toccasana per il sangue. In che modo?

La cipolla rossa riduce i livelli di colesterolo cattivo, grazie ai flavonoidi. Contiene anche licopene e acido ellagico, un antiossidante fenolico naturale che protegge il DNA delle cellule.

Lo scalogno è anche ricco di silicio, un oligoelemento che rafforza i tessuti. Il porro, dal sapore più delicato, conta vitamina C, ferro ed è noto per il suo valore antianemico.

Insomma, il consiglio è di trovare un po’ di spazio in cucina anche per la cipolla!

Seguite questi consigli, sempre e, se si è donatori di sangue, ricordate come una buona dieta aiuti non solo se stessi, ma anche gli altri.

a cura della dr.ssa Elena Barbaccia, specialista in Nutrizione (in collaborazione con Pazienti.it)

Fonte: AVIS Nazionale