Chikungunya: 28 giorni di sospensione per Anzio (Rm). Le parole del presidente Argentoni su sicurezza sistema

Nell’ambito delle attività di sorveglianza virologiche, l’8 settembre il Centro Nazionale Sangue ha diramato una circolare che – in seguito alla segnalazione di casi umani di Chikungunya- nella città laziale di Anzio, prevede la sospensione di 28 giorni dalla donazione di sangue ed emocomponenti per chi abbia soggiornato in tale località.

A stretto giro, il CNS ha invitato le strutture regionali di coordinamento, con il supporto delle Associazioni e federazioni di donatori del sangue, a mettere in atto tutte le azioni possibili di chiamata e raccolta per venire incontro al fabbisogno regionale del Lazio nell’ambito della compensazione interregionale.

“E’importante ricordare – spiega il presidente di AVIS NAZIONALE, Alberto Argentoni, che il sangue e gli emocomponenti raccolti e trasfusi in Italia garantiscono a pazienti e donatori la massima qualità e sicurezza.
Il costante monitoraggio che il Centro Nazionale Sangue effettua – in stretto collegamento con i centri regionali sangue e le principali istituzioni sanitarie degli altri Paesi europei – ad esempio, su West Nile Virus, Malaria o Chikungunya, così come su altri virus, conferma l’efficienza e l’attenzione del sistema.
Le associazioni svolgono in questo senso, sia nell’attività di chiamata sia di raccolta, un significativo ruolo per informare i donatori sulla diverse tipologie di sospensione ed effettuano tutti gli esami necessari alla sicurezza del donatore e del paziente ricevente”.

Come è spiegato sul portale dell’Istituto superiore di sanità, la Chikungunya è una malattia virale caratterizzata da febbre acuta e trasmessa dalla puntura di zanzare infette.

La prima epidemia nota è stata descritta nel 1952 in Tanzania, anche se già nel 1779 era stata descritta un’epidemia in Indonesia forse attribuibile allo stesso agente virale. A partire dagli anni Cinquanta, varie epidemie di chikungunya si sono verificate in Asia e in Africa. In Europa nell’agosto 2007 sono stati notificati i primi casi autoctoni in Emilia Romagna.

Fonte: AVIS Nazionale