Centro nazionale sangue, cambio al vertice: Vincenzo De Angelis è il nuovo direttore

Vincenzo De Angelis è il nuovo direttore del Centro nazionale sangue. Succede a Giancarlo Maria Liumbruno, il cui mandato era scaduto il 31 luglio.

Già responsabile del Dipartimento di Medicina Trasfusionale dell’AOU Santa Maria della Misericordia di Udine, De Angelis è stato nominato dal ministro della Salute, Roberto Speranza, e rimarrà alla guida del Cns per il prossimo quinquennio. Classe 1956 aveva già collaborato con il Cns dando supporto nei gruppi di lavoro sui temi come l’accreditamento delle strutture trasfusionali, la revisione dei decreti ministeriali sulle caratteristiche e modalità per la donazione del sangue e sui protocolli per l’accertamento dell’inidoneità alla donazione. Inoltre ha preso parte insieme a Cns e World Federation of Hemophilia a programmi di cooperazione per il supporto terapeutico dei pazienti emofilici nei Paesi in via di sviluppo.

Il nuovo direttore del Centro nazionale sangue, Vincenzo De Angelis

È stato designato dal ministro della Salute, dal 2005 al 2017, quale esperto associato del Centro nazionale sangue per la partecipazione in rappresentanza del ministero stesso in Commissione Ue e al Consiglio d’Europa per questioni concernenti la sicurezza del sangue e degli emoderivati e collaborando su temi legati all’inattivazione dei patogeni nel sangue umano e nei suoi componenti (2010), al Blood safety in the European community (2010), alla Gestione dell’approvvigionamento del sangue (2012), alle Linee guida per i sistemi di qualità nelle strutture trasfusionali (2012-2013), all’uso clinico dei fattori della coagulazione e delle immunoglobuline (2013 e 2016) e alla gestione dell’approvvigionamento del plasma (2014-2017).

«La direzione del Centro nazionale sangue è sicuramente un impegno gravoso, ma contemporaneamente ricco di animanti sfide per la realizzazione degli importanti obiettivi di sistema – ha dichiarato De Angelis commentando la nomina da parte del ministro Speranza – in coerenza e in sintonia con tutti gli altri elementi che caratterizzano la programmazione sanitaria del Paese. La qualità, la sicurezza e l’autosufficienza nella disponibilità di emocomponenti ed emoderivati sono il fine ultimo del sistema trasfusionale che il Cns ha il privilegio di coordinare. Questi risultati si raggiungono solo se le componenti di questo sistema lavorano in sintonia e sinergia, relazionandosi costantemente tra loro e con i progressi del Servizio sanitario nazionale alle cui finalità contribuiscono in modo significativo. Il Cns non avrà una funzione di sovraordinazione, ma sarà un tavolo di lavoro e confronto intorno al quale il ministero della Salute e le Regioni, le Associazionie Federazioni del volontariato del sangue e i professionisti del sistema possano sedere a disegnare le azioni di programmazione, di sviluppo, di monitoraggio e di controllo che garantiscono l’ordinato andamento della cosa pubblica».

Fonte: AVIS Nazionale