Briola: «Il calo delle donazioni è legato a ragioni di programmazione»

«Il calo di donazioni non è attribuibile allo scarso impegno di AVIS, ma a ragioni ben più complesse di natura organizzativa».

A riferirlo è il Presidente di AVIS Nazionale, Gianpietro Briola, in risposta alle dichiarazioni di Genesio De Stefano, ex dirigente associativo che è stato recentemente sospeso dal suo ruolo di socio AVIS. In una conferenza stampa indetta nei giorni scorsi, De Stefano attribuiva la responsabilità del calo di donazioni in Basilicata all’operato dell’Avis Regionale.

«In Italia, ormai da anni, si sta facendo strada un modello di donazione basato sulla programmazione e sulla chiamata del donatore. Questo, da un lato, consente agli ospedali di rispondere in modo sempre più puntuale al fabbisogno di emazie del proprio territorio, raccogliendo la quantità di sangue che effettivamente serve ed evitando così di raccoglierne in eccedenza.

L’eventuale necessità di importare sacche da altre Regioni è, quindi, imputabile a situazioni di emergenza che non sono prevedibili e programmabili sulla base di quanto sopra. A questo si aggiunge il percorso di accreditamento delle unità di raccolta che, negli scorsi anni, ha richiesto un significativo impegno anche da parte delle nostre sedi. Questo iter, dettato dalla necessità di conformare i centri di raccolta sangue agli standard europei di qualità e sicurezza, ha comportato in alcuni casi difficoltà organizzative, logistiche e strutturali che hanno avuto ripercussioni sulle normali attività di raccolta.

Non posso che plaudire il lavoro condotto dai volontari di Avis Basilicata negli ultimi anni, e dai suoi dirigenti, mossi da un profondo senso di responsabilità, senso civico ed economicità che risponde alle esigenze illustrate sopra.

AVIS Nazionaleha sempre svolto i suoi compiti con attenzione e supporto alle sedi regionali in un sistema sanitario, quale quello italiano, la cui gestione e organizzazione è demandata alle singole Regioni e pertanto la responsabilità della rete è individuata in quel livello istituzionale.

Operiamo tutti per promuovere e tutelare un gesto nobile, compiuto da quasi 1.700.000 persone, che con grande senso civico e spirito di solidarietà, mettono a disposizione degli altri una parte di sé».

Fonte: AVIS Nazionale