Autosufficienza di sangue e plasma, il Programma nazionale 2020 approda in Conferenza Stato-Regioni

Aumentare la raccolta di globuli rossi e fornire un’accelerazione nella produzione di medicinali plasmaderivati. Sono solo alcuni degli obiettivi per il periodo 2020-2025 contenuti nello schema di decreto “Programma nazionale di autosufficienza nazionale del sangue e dei suoi prodotti” che, in settimana, sarà sul tavolo della Conferenza Stato-Regioni.

Dai fabbisogni ai livelli di raccolta necessari, il documento stabilisce le linee guida da seguire per monitorare l’autosufficienza e coordinare al meglio la compensazione interregionale. In particolare, per quanto riguarda la produzione di farmaci plasmaderivati, l’obiettivo è quello di fornire uno sforzo in più per incrementare il conferimento di plasma all’industria in quelle regioni che hanno segnato il passo rispetto a quanto prefissato. Inoltre, il Programma nazionale punta all’azzeramento delle unità di plasma eliminate per iperdatazione.

Necessarie, per il raggiungimento degli obiettivi, compatibilmente con le difficoltà generate dall’emergenza Covid-19, saranno da parte delle Regioni l’implementazione e la concentrazione delle attività trasfusionali, anche aumentando le procedure di raccolta del plasma in aferesi e ampliando gli accessi dei donatori in collaborazione con le associazioni stesse. In dieci anni, la raccolta di globuli rossi si è stabilizzata su numeri che soddisfano il fabbisogno nazionale, un traguardo raggiunto grazie alla capacità produttiva di territori come Piemonte, Lombardia, Emilia Romagna, Fiuli Venezia Giulia, Veneto e provincia di Trento che, oltre a coprire le proprie necessità, ha permesso di supportare altre regioni con maggiori carenze. Stesso discorso per quanto riguarda il plasma da frazionamento, grazie al quale la produzione di farmaci è aumentata del 5,5%.

Infine, il documento prevede la programmazione del reclutamento di donatori di cellule staminali emopoietiche. Per quest’anno l’obiettivo nazionale era di 50mila nuovi donatori, pari a un +16% rispetto al 2019. Per fare questo è previsto che la rete trasfusionale dia il proprio contributo attraverso centri trasfusionali e unità di raccolta che agiscano come punti di reclutamento, e che servizi e centri regionali di trapianto, in collaborazione con le associazioni di donatori, supportino le attività di reclutamento extra-ospedaliero agevolandone la pianificazione.

Fonte: AVIS Nazionale